fbpx
Dal 1400 al 1500 e oltre

Dal 1400 al 1900 e oltre: un po’ di storia e informazioni

Il biliardo è uno degli sport più antichi al mondo.

Già nel XV° secolo apparve a Parigi un libro intitolato “Journal d’un bourgeois de Paris” nel quale era spiegato come doveva essere giocato il biliardo: bisognava far scorrere delle bilie sul terreno attraverso bastoni ricurvi.

Nella seconda metà dello stesso secolo sempre in Francia appare il primo tavolo da biliardo e già nel 1500 si accenna a Napoli come una delle prime città italiane dove era in voga il gioco, ma bisogna arrivare al 1668 per trovare la prima definizione del “biliardo”: «Una specie di gioco che si svolge su un tavolo sul quale è teso un panno e le bocce sono spinte l’una contro l’altra con una punta di legno chiamata biliardo».

L’evoluzione del gioco e dei materiali e l’esportazione in tutto il mondo fece il resto e si arriva così al 1854, anno in cui l’americano Phelan inventò la sponda elastica che fu ricoperta dallo stesso panno verde che da poco tempo si tendeva sul tavolo da gioco e poi si sostituì il legno con l’ardesia.

Un geniale britannico

Un geniale britannico propose di giocare al biliardo americano attribuendo 1 punto per ogni biglia imbucata. Nasce così il gioco di serie (un punto dopo l’altro, una biglia imbucata dopo l’altra), mentre i regolamenti attuali saranno messi a posto soltanto verso il 1910.

Nel 1907 compare il primo regolamento del gioco della “Palla 8”, inventato per la “Brunswick Company”, espediente commerciale per vendere un po’ più di tavoli: le biglie erano ripartite in 2 gruppi, 7 rosse,7 gialle e la biglia numero 8 era nera.

Il 1960 è l’anno in cui il gioco della “Palla 9” è introdotto in competizione e più recentemente alla diffusione del biliardo hanno contribuito (nel bene e nel male) tanti film.

Il biliardo in Italia

Il biliardo in Italia si divide in stecca a carambola (senza buche con il “castello” in mezzo), boccette (con 9 biglie, 4 rosse, 4 blu e una bianca, si gioca con le mani e le regole sono mutuate dalle bocce) e il pool, derivato dal biliardo americana.  

Al pari delle bocce gli appassionati e gli amatori sono davvero molti, tanto che il biliardo è tra i primi 20 sport più praticati in Italia, prima del beach volley, delle arti marziali e del rugby.

Per praticare il biliardo è fondamentale la concentrazione, il controllo, la calma (da qua il famoso detto “calma e gesso”) e la riflessione sulla scelta del tiro.

Il biliardo sembra non richiedere sforzi fisici, ma, al contrario, comporta un allenamento per molti muscoli del corpo. In una partita si effettuano circa 60-70 tiri e si arriva a percorre oltre un chilometro.

La redazione di Lega Biliardo